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Ma Come funziona il servizio di ricerca agenti?
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La disdetta di casa mandante

avv. Maria Rosaria Pace
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L’ Informatore Scientifico del Farmaco

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IL DIRITTO DI ESCLUSIVA DELL’AGENTE DI COMMERCIO


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La giurisprudenza è unanime nel considerare il diritto di esclusiva di cui all’art. 1743 c.c. elemento naturale, non già essenziale, del contratto di agenzia, con la conseguenza che tale diritto sussiste anche qualora non sia espressamente pattuito; le parti, tuttavia, sono libere di derogarvi, sia in maniera espressa che mediante facta concludentia.
L’art. . 1743 c.c. cita: “il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo di attività, né l’Agente può assumere l’incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro“.
La disposizione è volta, chiaramente, alla tutela dell’Agente. Se, nella medesima zona, il preponente potesse utilizzare più agenti, questi vedrebbero ridotte in modo significativo le proprie prospettive di guadagno. Continua a leggere

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IRAP E AGENTI DI COMMERCIO

 

IRAP E AGENTI DI COMMERCIO

Ci si chiede se gli agenti/rappresentanti di commercio debbano pagare o meno l’Irap.

Alcuni ritengono non si debba pagare ,altri, invece, preferiscono corrisponderla e aspettare che vi sia una pronuncia in merito da parte del governo. Altri ancora preferiscono pagare e poi chiedere eventualmente istanza di rimborso per gli importi versati.

Dall’anno in cui l’Irap è stata istituita, il 1997, fino al 2001, era quasi pacifico che tutti gli agenti e i rappresentanti di commercio fossero sottoposti al pagamento dell’imposta. Tuttavia, alcuni agenti e rappresentanti iniziarono a presentare degli esposti per non pagare il tributo.

Nel 2001 fu posto un primo punto fermo in questa delicata questione: la Corte Costituzionale, con Sentenza n. 156/2011, affermò, in relazione all’elemento organizzativo (presupposto dell’irap) che tale elemento è connaturato alla nozione stessa di impresa, per cui l’impresa (anche minima) sarebbe organizzata “per definizione”. Continua a leggere

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Diritto alla provvigione oltre il termine di cessazione del rapporto

 

Diritto alla provvigione oltre il termine di cessazione del rapporto

Secondo la Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 16/01/2013 n° 894, la provvigione spetta all’agente anche se il rapporto con Casa Mandante è cessato da tempo.

“In particolare la Corte ha ritenuto che l’agente di commercio abbia diritto alle provvigioni calcolate sugli acquisti effettuati dai clienti con le carte di fidelizzazione per la vendita di carburante da lui vendute fino alla loro scadenza, se la loro durata è ragionevole e anche successivamente alla cessazione del rapporto.
Non è stata dunque accolta la tesi della ricorrente, secondo cui il termine di fidelizzazione del prodotto venduto grazie all’attività di promozione dell’agente non fosse ragionevole ai sensi dell’art. 1748 c.c. e che le vendite di carburante effettuate successivamente alla risoluzione del rapporto non fossero comunque da imputarsi alla prestazione del lavoratore resistente.” Continua a leggere

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La distinzione tra agente, subagente e procacciatore d’affari

La distinzione tra agente, subagente e procacciatore d’affari

E’ opportuno evidenziare la differenza tecnico giuridica della figura di agente di commercio da quella di procacciatore d’affari e da quella di subagente, in quanto, se in apparenza possono apparire figure simili, in realtà vi sono enormi distinzioni sotto il profilo sostanziale, anche alla luce delle recenti sentenze giurisprudenziali.

Il subagente e’ l’agente dell’agente, ma non esercita attività direttamente col preponente, ma è legato al rapporto negoziale con l’agente.

La Cass Sez Lavoro 15 dicembre 1997 n.12668 ribadisce “Pur in mancanza di un espresso riferimento legislativo, l’agente di commercio può avvalersi, nell’espletamento del proprio incarico, della collaborazione di altre persone che, se ausiliari esterni, assumono la veste di subagenti.
In sostanza il subagente e’ l’agente dell’agente e tra i due, pertanto, si instaura un rapporto nel quale l’agente e’ il preponente e il subagente e’ l’agente del primo. Tra contratto di agenzia e contratto di subagenzia -come puntualmente rilevato dalla dottrina-si realizza perciò un collegamento contrattuale tipico in forza del quale ciascuno di tali contratti mantiene un’autonoma causa anche se, nel loro insieme, mirano ad attuare un’unitaria e complessa organizzazione economica”.
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INDENNITÀ DI FINE RAPPORTO AGENTI DI COMMERCIO

INDENNITÀ DI FINE RAPPORTO AGENTI DI COMMERCIO

Questione da sempre spinosa e’ rappresentata dai dubbi circa l’applicazione delle indennità spettanti all’ agente/rappresentante all’atto della cessazione del rapporto di agenzia .Il più importante intervento in materia e’ avvenuto ad opera della Corte di Giustizia Europea con Sentenza 23/03/2006, n. causa C-465/04 ove viene affermato che l’indennità di cessazione del rapporto che risulta dall’applicazione dell’art. 17, n. 2, della Direttiva del Consiglio della Comunità Europea del 18 dicembre 1986 num 653 non può essere sostituita, in applicazione dell’accordo economico collettivo, da un’indennità determinata secondo parametri diversi da quelli fissati da tale direttiva a meno che non venga provato che l’applicazione dell’accordo garantisca comunque all’agente un trattamento che preveda la corresponsione di un’indennità pari o superiore a quella che risulterebbe dall’applicazione del dettame comunitario. Continua a leggere

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Agenti di Commercio, una categoria in continua evoluzione

Agenti di Commercio, una categoria in continua evoluzione
Sempre più frequentemente, negli ultimi anni, si è sentito parlare degli agenti di commercio ma forse soltanto pochi sanno effettivamente chi sia questa categoria e quali siano le caratteristiche.
Innanzitutto parliamo di una rete molto ampia, in Italia gli agenti sono più di 300.000 e hanno tutti un unico obiettivo: mettersi in gioco, ogni giorno, ogni momento, con molta passione considerato che l’agente (o rappresentante ) sa che i suoi guadagni provengono dall’attività di vendita e variano, in termini percentuali, a seconda dell’impegno profuso durante l’esecuzione della prestazione.
L’agente si potrebbe definire un piccolo imprenditore, con tutti i rischi che conseguono dallo svolgimento di tale attività ,e si occupa di fare da intermediario tra le aziende e i vari distributori dei prodotti, alias clienti. Continua a leggere

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INDENNITÀ E RISARCIMENTO DEL DANNO ULTERIORE

Indennità e risarcimento del danno ulterioreFrequentemente capita di riscontrare un’esigenza specifica  da parte degli agenti/rappresentanti diretta ad ottenere dalla Casa Mandante, una volta cessato il rapporto, un “risarcimento  del danno” per le più disparate motivazioni (denigrazione professionale, bossing, investimenti strumentali all’attività, quali, a titolo esemplificativo, acquisto di software dedicati, attrezzature specifiche, assunzioni collaboratori).

Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, è legittimo per un’agente ricevere sia l’indennità di fine rapporto (indennità di clientela o ex art 1751 c.c. a seconda del riferimento normativo )sia il risarcimento danni, derivante dalla cessazione del rapporto di lavoro da parte dell’azienda preponente.

Giurisprudenza dominante ha interpretato in tal senso la Direttiva 86/653 che  viene attuata in tutti i paesi UE e contempla due sistemi di indennizzo dell’agente di commercio alternativi: Continua a leggere

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Versamenti irregolari Enasarco

Versamenti irregolari Enasarco

Per gli agenti di commercio il sistema pensionistico prevede l’assicurazione obbligatoria alla gestione pensionistica degli autonomi del commercio gestita dall’Inps e l’assicurazione, altrettanto obbligatoria, all’Enasarco (assicurazione integrativa).

Sovente mi capitano casi di omesso versamento della contribuzione Enasarco e/o di regolarizzazione in data successiva.

Ai sensi dell’art.7 della L.12/73, “Il preponente è responsabile del pagamento dei contributi anche per la parte a carico dell’agente” e ciò in conformità a quanto stabilito dall’art.8 del Regolamento Enasarco attualmente in vigore per il quale “l’obbligo di pagamento dei contributi … è a totale carico del preponente, il quale è esclusivo responsabile del pagamento anche per la parte a carico dell’agente”. Ciò significa che l’Ente di Previdenza Enasarco ha titolo per richiedere il pagamento integrale dei contributi al solo preponente, al quale è però riconosciuto “il diritto a trattenere la parte dei contributi a carico dell’agente e del rappresentante di commercio”. La Legge 12/73 precisa tuttavia che tale diritto riconosciuto al preponente “deve essere esercitato all’atto del pagamento delle somme a cui si riferiscono i contributi”. La norma ha lo scopo di disincentivare le ipotesi di mancata regolarizzazione contributiva e previdenziale, attraverso la sanzione della irrecuperabilità postuma dei contributi nei confronti dell’agente di commercio. Nel caso di omessa regolarizzazione dell’agente presso l’Enasarco e di successivo recupero da parte dell’Enasarco dei contributi omessi nei confronti del solo preponente, un agente si è visto richiedere dalla mandante la restituzione della quota parte dei contributi versati a carico dell’agente. Con l’interessante sentenza n.561 del 08.04.2014 la Corte d’Appello di Bologna ha rigettato la richiesta della mandante ed ha statuito che in caso di omessa regolarizzazione contributiva dell’agente presso l’Enasarco, la mandante perde il diritto di recuperare la parte del contributo a carico dell’agente SE NON LO TRATTIENE CONTESTUALMENTE AL PAGAMENTO DELLE PROVVIGIONI cui si riferiscono i contributi stessi. Quindi la quota contributiva a carico dell’agente di commercio ( 50 %) può essere trattenuta dalla mandante solo al momento in cui queste vengono pagate. Continua a leggere

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