Nuove regole per ritardato pagamento delle provvigioni all’Agente

Il D.Lgs. 9/11/2012 n. 192 ha disciplinato le penalità nei ritardi di pagamenti relativi a transazioni commerciali, compresi i rapporti di agenzia e rappresentanza di commercio.

Il creditore ha diritto al percepimento degli interessi di mora sull’importo dovuto salvo che il debitore dimostri che il ritardo di pagamento è dovuto a causa a lui non imputabile.

l pagamento delle provvigioni, nel rapporto di agenzia è disciplinato sia dagli A.E.C. di categoria, sia dal Codice Civile, che, nell’art. 1749, stabilisce che: “Il preponente consegna all’agente un estratto conto delle provvigioni dovute al più tardi l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre nel corso del quale esse sono maturate. L’estratto conto indica gli elementi essenziali in base ai quali è stato effettuato il calcolo delle provvigioni. Entro il medesimo termine le provvigioni liquidate devono essere effettivamente pagate all’agente.”
In sostanza, l’articolo del Codice Civile afferma che i termini massimi entro i quali le aziende devono inviare i conteggi delle provvigioni, ed effettuare il pagamento, sono:

  • 1° trimestre entro il 30 aprile;
    · 2° trimestre entro il 31 luglio;
    · 3° trimestre entro il 31 ottobre;
    · 4° trimestre entro il 31 gennaio dell’anno successivo;

Ricordiamo che questi termini non sono derogabili in quanto, nello stesso articolo 1749 del Codice Civile, è espressamente riportato: “E’ nullo ogni patto contrario alle disposizioni del presente articolo”. Ovviamente, nulla vieta alle parti di prevedere termini di pagamento più favorevoli per l’agente (es. pagamenti mensili).

In particolare:

  • L’art. 7 dell’A.E.C. settore Industria, prevede che: “qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute all’agente o rappresentante di commercio di oltre quindici giorni […] si applica la disciplina stabilita dal decreto legislativo n. 231/2002 così come modificata dal decreto legislativo n. 192 del 9 novembre 2012
  • L’A.E.C. settore Commercio, all’art. 6, stabilisce che: “qualora la ditta mandante ritardi il pagamento delle somme dovute all’agente o rappresentante di commercio di oltre quindici giorni [….], sarà tenuta a versare su tali somme per tutti i giorni di ritardo un interesse in misura pari al tasso determinato in applicazione del D. Lgs. 231/2002

Orbene, il D. Lgs n. 192 del 2012 stabilisce che, se le provvigioni non vengono saldate entro trenta giorni dalla loro maturazione possono essere richiesti gli interessi di ritardato pagamento pari al tasso di riferimento applicato dalla BCE maggiorato da un interesse pari del 8%.
Le deroghe previste dal Decreto Legge 192/2012: il pagamento delle provvigioni potrà essere posticipato, con un termine superiore ai trenta giorni, solo, se detto accordo, sarà pattuito e sottoscritto tra le parti.

Avv. Maria Rosaria Pace

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10 consigli per aumentare la tua Autostima

“Puoi avere tutte le capacità e le conoscenze del mondo, ma non ti serviranno a nulla se non hai fiducia in te stesso.”

Ecco di seguito i principali atteggiamenti e comportamenti che stanno lentamente ma inesorabilmente uccidendo la tua autostima e la tua fiducia in te stesso. 
Inizia a prenderne consapevolezza e a cambiare rotta.

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1. Cerchi sempre l’approvazione delle persone intorno a te. 

Coloro che hanno fiducia in se stessi non hanno alcun interesse a compiacere ogni persona che incontrano. Costoro sono consapevoli del fatto che non tutte le persone sono d’accordo su ogni cosa, e in fondo è così che funziona la vita. Si concentrano sulla qualità delle loro relazioni, invece che sulla quantità. 

Quindi non lasciare mai che le opinioni altrui definiscano chi sei, cosa puoi o non puoi fare.  Continua a leggere

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Tecniche di PNL per vendere meglio

pnlLe tecniche di vendita definiscono i comportamenti che il venditore deve assumere per attrarre l’interesse dell’acquirente.

Dopo il primo approccio con il potenziale acquirente, il venditore spera di concludere un contratto, ma non sempre ci riesce.
Esistono delle tecniche di vendita che consentono delle maggiori percentuali di successo negli affari e che pertanto mirano alla conclusione dei contratti.

Queste tecniche non ottengono successo costantemente, in quanto alcune insegnano ad incontrare una notevole quantità di gente per sperare di concludere almeno il 10% dei contratti, altre selezionano i potenziali clienti sulla base dell’interesse reale al prodotto.
Entrambe falliscono in alcuni punti essenziali, portando in conto alcuni errori nell’approccio con i clienti.

Pensare di concludere numerosi affari sulla base della quantità di gente incontrata. Sbagliato! 

Bisogna dapprima selezionare la clientela per ridurre le fonti di stress e, in secondo luogo, utilizzare diversi metodi per catturare l’interesse. E’ facile dedurre l’errore compiuto da alcune aziende nel programmare corsi di formazione per venditori, insegnando un unico metodo di vendita che diventa uno standard in alcuni casi fallimentare. Continua a leggere

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Trattamento economico della figura dell’agente generale/coordinamento agenti.

La disciplina del compenso spettante all’agente che svolge, accanto all’attività di promozione, ex art. 1742 c.c. , anche l’attività di supervisione e coordinamento, costituisce una problematica discussa.

Com’è noto, la figura dell’agente generale è riconosciuta dalla giurisprudenza la quale ha, in più occasioni, affermato che la Preponente ha la facoltà di avvalersi di più agenti organizzati in forma piramidale tra loro, al fine di garantire la massima efficienza dell’attività di promozione e vendita dei prodotti commercializzati.

Dunque, se da un lato, l’oggetto principale del contratto  deve essere comunque quello di promozione diretta degli affari rimanendo quello di coordinamento , un’attività solo accessoria rispetto al primo, è pur vero che trattasi di un principio messo in discussione dalla Suprema Corte di Cassazione secondo la quale la conclusione dei contratti non richiede necessariamente  la “ricerca del cliente” purché sussista nesso di causalità tra l’opera di promozione svolta dall’Agente nei confronti del cliente e la conclusione dell’affare cui si riferisce la richiesta di provvigione.

In altre parole, la figura dell’agente generale, frutto della elaborazione dottrinale, è stata recepita negli AEC di categoria; in particolare, la contrattazione collettiva del 30/7/2014 del settore Industria, hanno confermato la compatibilità con quella di agente semplice stabilendo la remunerazione prevista per questo tipo di attività accessoria debba essere stabilita o una provvigione separata, quindi distinta da quella prevista per la promozione degli affari o un compenso aggiuntivo in forma non provvigionale” e,  soprattutto,   non commisurato al fatturato prodotto dagli agenti e/o rappresentanti coordinati.

Una volta stabilito, quindi, la figura dell’agente generale e le modalità di calcolo per determinarne la remunerazione, il tema principale resta che molto spesso tale attività –che lo si ripete dovrebbe assumere natura “accessoria” rispetto a quella principale prevista dall’art 1742 c.c. (promozione degli affari)- divenga l’attività principale da parte dell’agente.

Qual è l’interesse della Casa Mandante  di stipulare un contratto di c.d.  Agente Generale?

Talvolta è ravvisabile un mero interesse di natura commerciale, per meglio coordinare la rete vendita; molto spesso, dietro questi contratti si cela la volontà di Casa Mandante di eludere la disciplina del rapporto di lavoro subordinato -tale è la figura del capo area che svolge le medesime mansioni dell’agente generale, con i relativi oneri e garanzie giuridiche, versamento contributi previdenziali Inps, pagamento 13ima, 14ima, ferie retribuite, auto e cellulare aziendale, norme restrittive per procedere al licenziamento individuale.

All’atto della cessazione del rapporto, quindi, all’agente generale andranno riconosciute tutte le indennità previste per gli agenti di commercio, andrà specificatamente valutata l’attività accessoria di attività di coordinamento agenti se è stata correttamente retribuita.

In casi sporadici, è possibile rivendicare la subordinazione del rapporto di lavoro; a tal fine sarà necessario indagare quali siano state le concrete modalità di espletamento del rapporto medesimo.

                                                                                                    Avv. Maria Rosaria Pace

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Disponibilità dei mezzi prova – Il gravoso compito di provare i fatti

Mezzi prova

La Cassazione (sez. Lavoro) ha stabilito (Sent.486/2016) che al contratto di agenzia si applica il principio della riferibilità o vicinanza o disponibilità dei mezzi di prova.

L’art. 2697 del c..c , dispone che chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento (onus probandi incumbit ei qui dicit): la norma esprime il principio fondamentale dispositivo in forza del quale alla base della decisione del giudice devono essere poste soltanto le prove che le parti hanno prodotto nel corso del procedimento. Le disposizioni applicabili e la conseguente decisione finale del giudice dovranno dunque essere fondate su atti o fatti mostrati da attore e convenuto, con eccezione dei tassativi casi di possibilità di acquisizione della prova d’ufficio.

Tuttavia, negli anni la giurisprudenza ha elaborato alcuni principi che limitano e/o derogano a quanto indicato dalla disposizione codicistica; uno di questi è la disponibilità
dei mezzi di prova, applicato anche al contratto di agenzia, che prevede che la Continua a leggere

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Il campionario – Responsabilità dell’Agente

Quando si verifica un furto del campionario, si pone il problema se l’agente sia o meno tenuto a risarcire la Mandante.

A riguardo vi sono una serie di considerazioni di natura civilistica che si possono svolgere su questo tema, applicando i principi generali di diritto e gli Accordi Economici Collettivi.

Questi ultimi prevedono espressamente l’addebito del campionario; in particolare:

  • L’art. 4 dell’ A.E.C. Commercio del 16 febbraio 2009 stabilisce che il contratto può prevedere l’addebito totale o parziale  all’agente del valore del campionario nel solo caso di mancato o parziale restituzione o di danneggiamento non derivante dal normale utilizzo, necessario per l’espletamento dell’incarico, mentre è vietato l’addebito del campionario all’agente per motivi diversi.
  • L’art. 3 dell’A.E.C. Industria del 30 luglio 2014 stabilisce che il valore del campionario affidato all’agente potrà essere addebitato in caso di mancata o parziale restituzione o di danneggiamento non dovuto alla normale usura da utilizzo, mentre non è consentito l’addebito del campionario all’agente per motivi diversi.

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Il collaboratore familiare occasionale

collaboratore familiare occasionaleIl familiare che presta la sua attività di collaborazione lavorativa non porta ad individuare un rapporto di lavoro subordinato se e in quanto non sussiste l’assenza della prova di subordinazione e l’onerosità delle prestazioni rese.

Il Ministero del Lavoro ha affrontato la problematica dell’occasionalità della collaborazione indicando i parametri che sono utilizzabili per valutare l’occasionalità o l’abitualità  delle prestazioni dei familiari.

Sono considerati coadiuvanti e collaboratori i familiari che prestano l’attività nell’impresa in maniera abituale o continuativa, essendo soggetti agli obblighi assicurativi e contributivi.

Se il lavoro è prestato da un familiare, le prestazioni possono essere incluse nella sfera dell’occasionalità, escludendo l’obbligo dell’iscrizione all’Inps.

In linea generale, l’obbligo contributivo sussiste per l’imprenditore, cioè l’agente, anche in forma societaria. Continua a leggere

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Convincere e persuadere efficacemente

Nel campo della comunicazione e del marketing saper vendere è di vitale importanza per sopravvivere nel mercato moderno, ricco di competizione e pullulante di professionisti specializzati nel saper convincere il prossimo.

Una vendita efficace non prescinde da due elementi: da una parte avere un buon prodotto, dall’altro occorre la capacità di presentare il prodotto in maniera convincente.
Tecnicamente parlando, persuadere significa riuscire a convincere qualcuno della bontà delle proprie proposte ed orientarlo nella direzione desiderata.

Una buona tecnica di persuasione fa la differenza tra essere un venditore di successo e non esserlo.

Essere bravi nella persuasione può determinare il successo di un manager nel saper gestire e nell’essere rispettato dai suoi sottoposti.
Nel mondo della formazione del personale destinato a ricoprire incarichi di marketing, le tecniche di persuasione abbondano e si differenziano di molto anche tra di esse.

Un noto esperto americano, specialista nella formazione delle tecniche di persuasione, Brian Tracy, individua quattro fattori fondamentali nella persuasione:

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IL SUCCESSO? DEFINISCI PRIMA QUELLO CHE VUOI ESSERE

Corri, ti affanni e dai tutte le tue energie per inseguire il successo…

MA REALMENTE, SAI BENE A COSA HAI COLLEGATO IL CONCETTO DI SUCCESSO?

  • Una promozione sul lavoro?
  • Tanti soldi in banca?
  • Scrivere e pubblicare un libro?
  • Ottenere un riconoscimento pubblico?

E non solo…

Tuttavia tutti questi “successi”  possono essere interpretati in mille modi diversi e su vari livelli di percezione.

la-ricerca-della-felicita-DifferentMagNel bellissimo film diretto da Gabriele Muccino e interpretato da Will Smith “Alla ricerca della felicità” il successo, ad esempio, è rappresentato da un posto di lavoro.

Beh allora basterebbe guardare un pò oltre e capire che

se non definiamo prima dove vogliamo arrivare, probabilmente non arriveremo mai!

In uno dei miei viaggi per l’Italia ho incontrato un “piccolo” imprenditore dolciario che in un piccolo borgo Umbro vende pasticceria fatta in casa ed è diventato il riferimento indiscusso di tutta una provincia.

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Il termine prescrizionale delle indennità – Termine entro quale richiederlo

Indennità per cessazione del rapporto di lavoroOgni diritto si estingue per prescrizione se il suo titolare non lo esercita per un periodo di tempo determinato dalla legge, in generale nel termine dei 10 anni (artt. 2934 e 2946 c.c. )

Il diritto dell’Agente ad ottenere il pagamento delle indennità di cessazione del rapporto è stata questione controversa, in quanto, nella fattispecie, l’art. 2948 c.c. riporta testualmente al punto 5) che rientrano nel termine prescrizionale dei 5 anni le “ indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro” non specificando, però, se tale normativa si applichi solo per i contratti di lavoro subordinato o se si estenda anche ai contratti di lavoro parasubordinato: ci si chiedeva quindi, se, ai fini della richiesta per le indennità si dovesse applicare la disciplina della prescrizione ordinaria (decennale) o quinquennale.

A tale proposito la Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile, con la Sentenza del 12 giugno 2008, n. 15798 ha chiarito che in caso di cessazione del rapporto di lavoro, le indennità spettanti sono assoggettate alla prescrizione quinquennale ex art. 2948, n. 5, cod. civ. e non all’ordinario termine decennale, a prescindere dalla natura, retributiva o previdenziale, dell’indennità medesima, ovvero dal tipo di rapporto, subordinato o parasubordinato,

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