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Attività Accessorie nel Contratto di Agenzia

ATTIVITÀ ACCESSORIE NEL CONTRATTO D’AGENZIA

La Cassazione civile sez  II, con la sentenza 30/01/2017 n° 2289 riconosce come sia “evenienza comune” che all’agente sia affidato, nel corso del rapporto di agenzia, l’ulteriore incarico di  svolgere attività accessorie rispetto  a quelle principali  previste dalla normativa ex art 1742 c.c. citando ad esempio “la tenuta in deposito di prodotti del preponente, la corretta esposizione e presentazione dei prodotti nei punti vendita, così come ulteriori attività collegate all’evoluzione della distribuzione”.

Tali  attività accessorie possono essere qualificate come oggetto di autonomi contratti, da considerarsi come collegati al contratto di agenzia (ritenuto principale).

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GDPR agenti di commercio

Il nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy (679/2016), che in buona parte va a sostituire l’attuale Codice in materia di protezione dei dati Personali  vigente (196/2003), si applica anche agli Agenti di Commercio e a tutti  i Procacciatori d’Affari alla stregua degli  altri dipendenti subordinati dell’Azienda.

Secondo quanto prescritto dall’art. 28 del Regolamento, il Titolare del Trattamento (la mandante) è obbligato a stipulare un contratto di Responsabilità Esterna con il Responsabile.

Cio’ significa che dovrà essere inviato un “allegato” al mandato o al contratto  di procacciamento d’affari  che contenga un’apposita nomina e una serie di istruzioni in materia di Privacy date dal Titolare che il Responsabile sarà tenuto a seguire.

Avv Maria Rosaria Pace

Informatore scientifico del farmaco

L’informatore scientifico del farmaco

Chi è e quale la sua qualificazione giuridica

L’informatore scientifico del farmacoCommento a cura dell’Avvocato Maria Rosaria Pace

Sent. Tribunale di Marsala 24/02/2017 n. 131.

Sovente accade che l’informatore scientifico del Farmaco sia difficilmente qualificabile sotto il profilo giuridico in quanto negli ultimi anni si sta diffondendo la figura dell’Isf come agente di commercio ,diversamente dal passato ove vi era configurazione esclusiva di Isf come lavoratori dipendenti.
Una recente sentenza (Trib Marsala 24/02/2017) ha fugato ogni dubbio circa la collocazione dell’Isf nella sfera lavorativa dei lavoratori subordinati.

“La questione che appare pregiudiziale a qualunque altra agitata nel presente giudizio, ivi compresa quella di accertamento della ricorrenza degli indici della subordinazione, è quella relativa alla prospettata simulazione del contratto di agenzia; e ciò in quanto, secondo la prospettazione di parte ricorrente, la natura simulata di tale negozio comporterebbe ipso iure l’applicabilità della sanzione di cui all’art. 69 del D. Lgs. N. 276/2003 (trasformazione in un rapporto di lavoro subordinato sin dalla sua stipulazione); infatti, una volta accertata la simulazione del contratto di agenzia, e dunque la sua nullità, non potrebbe più operare la causa di esclusione dell’applicabilità della disciplina dei contratti di collaborazione coordinata e continuata di cui al citato decreto, prevista dall’art. 61, esclusione che esige la sussistenza di un valido contratto di agenzia.

Le indennità in caso di scioglimento del rapporto per mutamento dei rapporti commerciali

 

Le indennità in caso di scioglimento del rapporto per mutamento dei rapporti commerciali

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 30 gennaio – 1° aprile 2014, n. 7567

Omissis …..
“L’agente di commercio può recedere per giusta causa per il caso in cui la preponente, in virtù del mutamento dei rapporti commerciali tra quest’ultima e una società terza, diminuisca drasticamente il suo portafoglio clienti, la zona di competenza e conseguentemente il fatturato sviluppatile (ad es. dimezzandolo)?”.

Il motivo è fondato.
La Corte territoriale, pur avendo riconosciuto che la riduzione dell’area commerciale, era stata causata da un mutamento del quadro commerciale ricollegabile ad un accordo intervenuto tra Nextiraone, Alcatel e Comtel e quindi pur avendo riconosciuto anche la giusta del recesso daparte dell’agente, il quale aveva il diritto di esclusiva nella zona costituita dalla province di Trento e Bolzano, ha tuttavia escluso l’inadempimento della società mandante, affermando che il fatto di un terzo aveva condizionato la scelta operativa delle parti. Continue reading

Pignorabilità delle provvigioni dell’Agente: Quali sono i limiti ?

Commento a cura dell’Avvocato Maria Rosaria Pace – www.avvocatopace.com

Sentenza Cassazione Civile, Sez. III, 18 Gennaio 2012, n. 685

In tema di espropriazione forzata presso terzi, le modifiche apportate dalle leggi n. 311 del 2004 ed 80 del 2005 (di conversione del D.L. n. 35 del 2005) al D.P.R. n. 180 del 1950 (approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni) hanno comportato la totale estensione al settore del lavoro privato delle disposizioni originariamente dettate per il lavoro pubblico. Ne consegue che i crediti derivanti dai rapporti di cui al n. 3 dell’art. 409 c.p.c. (nella specie, rapporto di agenzia) sono pignorabili nei limiti del quinto, previsto dall’art. 545 c.p.c.”.
Gli stipendi, i salari e le retribuzioni equivalenti, nonchè le pensioni, le indennità che tengono luogo di pensione e gli altri assegni di quiescenza corrisposti dallo stato e dagli altri enti, aziende ed imprese indicati nell’articolo 1, sono soggetti a sequestro ed a pignoramento nei seguenti limiti: 1)….;
2) fino alla concorrenza di un quinto valutato al netto di ritenute, per debiti verso lo stato e verso gli altri enti, aziende ed imprese da cui il debitore Continue reading

Il diritto alle provvigioni indirette spettanti all’Agente

 

Il diritto alle provvigioni indirette spettanti all’agenteSentenza n. 9226 del 23.4.2014 della II Sezione della Corte Suprema di Cassazione.

L’esclusiva di zona è la condicio sine qua non affinchè l’agente di commercio maturi il diritto alle provvigioni indirette. È quanto stabilito dalla sentenza n. 9226 del 23.4.2014 della II Sezione della Corte Suprema di Cassazione. Il caso in oggetto riguardava la posizione di un agente di commercio che conveniva in giudizio la Preponente esponendo che negli ultimi giorni del mese di aprile dell’anno 1987 aveva avuto modo di riscontrare che nelle province di Parma, Reggio e Modena operava a sua insaputa un altro agente della ditta ;una volta rivoltosi alla sede della società preponente, “aveva dall’amministratore delegato ricevuto conferma di quanto informalmente appreso ed, al contempo, assicurazione che sarebbero state pagate le provvigioni anche per gli affari conclusi dal nuovo agente; che successivamente, Continue reading

Indennità di cessazione del rapporto ex art 1751 c.c. – Quando spetta ?

Indennità di cessazione del rapporto

Tribunale Catania – Sez. Lavoro – Sentenza 4227 del 27.09.2011

Con tale sentenza ,il Giudice si è pronunciato in merito ai crediti derivanti dal rapporto di agenzia,con particolare riferimento all’indennità prevista dall’art 1751 c.c.
Con il d.Lgs. n.303/91, il legislatore italiano, dando attuazione alla direttiva CEE n.86/653, ha completamente riscritto l’art. 1751 c.c., stabilendo che tale l’indennità spetta “se ricorra almeno una dei seguenti requisiti:

– l’agente abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti;

– il pagamento di tale indennità sia equo, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, in particolare delle provvigioni che l’agente perde e che risultano dagli affari con tali clienti”. Ha previsto, inoltre ,che l’indennità non spetti se il contratto si risolva per inadempienza imputabile all’agente talmente grave da impedire la prosecuzione seppur provvisoria del rapporto o nel caso in cui sia l’agente a formulare le dimissioni purché tale dimissioni non siano per fatti imputabili alla Casa Mandante o da circostanze attribuibili all’agente (quali età, infermità o malattia).
Il d.lgs. 15 febbraio 1999, n.65 ha modificato ulteriormente il testo della norma codicistica, prevedendo che il diritto all’indennità sorge non quando è presente una sola delle due condizioni sopra riportate (apporto di clientela o equità), bensì quando ricorrono ambedue. Continue reading

Modifiche provvigionali, accettazione tacita

Modifiche provvigionali,accettazione tacitaUna recente sentenza della Corte d’Appello di Bologna (n. 1484/14) ci offre la possibilità di intraprendere il discorso legato alle modifiche provvigionali attuate, ad opera della Casa Mandante, in una misura diversa da quella espressamente e specificamente concordata nel mandato originario.

Tale prassi è spesso utilizzata dalle aziende mandanti, che si trovano nella necessità di variare la zona, la clientela o i prodotti assegnati all’agente alla sottoscrizione dell’accordo negoziale.

Le modifiche contrattuali dovrebbero avvenire d’accordo tra le parti; in particolare, ci si chiede se le variazioni provvigionali debbano essere contenute a pena di nullità Continue reading