Indennità di incasso / indennità maneggio denaro

In questo approfondimento esporrò le particolarità dell’attività di incasso e le come è indicata  nel settore Commercio e  Industria.

La normativa codicistica (art. 1744 c.c.) non autorizza l’Agente a riscuotere i crediti del Preponente ma ciò non toglie, tuttavia,  che lo specifico incarico non possa essere conferito.

Il problema principale è quello relativo al compenso da corrispondere all’Agente nel caso in cui, per effetto di un accordo negoziale pattuito tra entrambe le parti, egli incassi somme per conto della Casa Mandante o se effettui comunque tale attività di fatto, cioè in assenza di una specifica pattuizione contrattuale.

Un orientamento giurisprudenziale prevalente ha sancito che,  qualora l’esercizio di tale attività sia stata stabilita all’origine nell’accordo negoziale,  essa non dia luogo ad un rapporto autonomo che richieda un compenso separato ma si deve considerare compresa nelle provvigioni; qualora, invece, tale attività sia accessoria rispetto a quella principale essa richiede una propria remunerazione.

Gli Accordi Economici Collettivi disciplinano in maniera completamente diversa dalla giurisprudenza il compenso stabilito per l’attività di incasso: l’art. 6 A.E.C. Industria 2014 prevede che: “Nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, con responsabilità dell’agente per errore contabile, dovrà essere stabilita una provvigione separata o un compenso aggiuntivo in forma non provvigionale, in relazione agli affari per i quali sussista l’obbligo della riscossione. L’obbligo di stabilire la provvigione separata o il compenso di cui trattasi non sussiste per il caso in cui l’agente o rappresentante svolga presso i clienti della sua zona la sola attività di recupero di somme per le quali dai clienti medesimi non siano state rispettate le scadenze di pagamento.”

Preciso che per attività continuativa si intende quella che si reitera nel tempo e non già quella limitata ad una prestazione saltuaria; il compenso per questo tipo di attività deve essere stabilito separatamente e riguarda solo “affari” per i quali sussista l’obbligo della riscossione.

L’A.E.C. Commercio 2009, all’art. 4 prevede che: “ nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico continuativo di riscuotere per conto della casa mandante, con responsabilità dell’agente per errore contabile, o di svolgere attività complementari e/o accessorie rispetto a quanto previsto dagli artt. 1742 e 1746 Cod. Civ., ivi comprese quelle di coordinamento di altri agenti in una determinata area, purché siano specificate nel contratto individuale, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale”.

Entrambi gli Accordi Economici Collettivi non richiedono una particolare forma per la pattuizione di tale attività ma che essa debba essere resa per iscritto lo si può ricavare dalle disposizioni ivi contenute ove si fa obbligo di precisare per iscritto “la misura delle provvigioni e dei compensi”.

Vi consiglio di far analizzare sempre il mandato da un legale esperto in materia, sia, se possibile,  all’atto della sottoscrizione dell’accordo, sia in pendenza di rapporto che alla cessazione dello stesso al fine di verificare se vi siano o meno i requisiti o meno per l’eventuale richiesta di un’indennità che va formulata con tutti i crismi giuridici.

Avv.Maria Rosaria Pace                                                                                                                             www.avvocatopace.com

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Monomandatario / Agente in esclusiva – differenze

Monomandatario / Agente in esclusiva – differenzeIn questo articolo, mi preme soffermarmi sulle differenze tra “monomandatario” e “agente in esclusiva”, argomento sul quale spesso vi è confusione anche nel mondo degli stessi agenti.

A sostegno di tale argomentazione prendiamo come riferimento la recente sentenza della Corte d’Appello di Brescia (n.60/2016) la quale ha ribadito la differenza sostanziale tra i due aspetti sopracitati.

Nella prassi vengono solitamente confusi i due concetti, essendo considerati sinonimi. Al fine di meglio comprendere la differenza tra le due figure è opportuno dare una definizione distinta: Continua a leggere

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Indennità e risarcimento del danno

Indennità e risarcimento del dannoSpesso mi capita di riscontrare un’esigenza da parte degli agenti/rappresentanti diretta ad ottenere dalla Casa Mandante, una volta cessato il rapporto, un “risarcimento del danno” per le più disparate motivazioni (denigrazione professionale, bossing, investimenti strumentali all’attività, quali, a titolo esemplificativo, acquisto di software dedicati, attrezzature specifiche, assunzioni collaboratori).

Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, è legittimo per un’agente ricevere sia l’indennità di fine rapporto sia il risarcimento danni, derivante dalla cessazione del rapporto di lavoro da parte dell’azienda preponente.

La nostra giurisprudenza ha interpretato in tale senso la Direttiva 86/653 sugli agenti di commercio, che  viene attuata in tutti i paesi UE e contempla due sistemi di indennizzo dell’agente di commercio alternativi: Continua a leggere

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Agenti in attività finanziaria-mediatori creditizi – quale disciplina applicare?

ritardato pagamento provvigioni

E’ Agente in attività finanziaria il soggetto che promuove e conclude contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento, su mandato diretto di intermediari finanziari, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, banche o Poste Italiane. Gli stessi possono svolgere esclusivamente l’attività appena indicata, nonché attività connesse o strumentali alla medesima (cfr. art. 128-quater, comma 1, del TUB).

Gli Agenti in attività finanziaria svolgono la loro attività su mandato di un solo intermediario o di più intermediari appartenenti al medesimo gruppo. Nel caso in cui l’intermediario offra solo alcuni specifici prodotti o servizi, è tuttavia consentito all’Agente, al fine di offrire l’intera gamma di prodotti o servizi, di assumere due ulteriori mandati (cfr. art. 128-quater, comma 4, del TUB). Continua a leggere

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Richiesta indennità in caso di risoluzione contrattuale per mancato raggiungimento budget minimo

budgetE’ opportuno leggere approfonditamente lo schema contrattuale che regola ciascun rapporto di agenzia con la casa mandante, ove sempre più frequentemente viene inserita un’apposita norma che disciplina il raggiungimento del budget minimo da parte dell’agente, subordinandone anche la continuità del rapporto contrattuale in quanto casa mandante, nell’ipotesi di mancato raggiungimento del budget, intende avvalersi della clausola risolutiva espressa onde cessare immediatamente il rapporto in essere tra le parti, senza riconoscere, quindi, all’agente alcun tipo di indennità.

Nel corso degli anni, vi sono stati numerosi dibattiti giurisprudenziali circa la legittimità o meno di questo modo di operare da parte della casa mandante; solo grazie ad una recente pronuncia giurisprudenziale della Corte di Cassazione (10934 del 18/5/2011) ha definitivamente fornito un indirizzo univoco sull’intera problematica del mancato raggiungimento del budget con la conseguente perdita del diritto alle indennità. Continua a leggere

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Il contratto nella vendita a domicilio

Il contratto nella vendita a domicilioLa vendita diretta è una forma di vendita al dettaglio che si svolge tramite la raccolta di ordini di acquisto effettuata presso il luogo in cui si trova il consumatore. Essa ha assunto una dimensione sempre maggiore in Italia negli ultimi anni e che ha subìto delle modifiche da parte del Ministero del Lavoro. Aspetto caratterizzante è, appunto, il particolare contesto ambientale in cui si conclude il contratto, luogo che è legato alla sfera degli interessi del consumatore, alla sua attività o vita di relazione ed, in ogni caso, esterno ai locali nei quali il venditore svolge la sua attività.

Questa attività avviene tramite incaricati che, con o senza l’esistenza di un vincolo di subordinazione  con l’impresa che svolge l’attività commerciale, promuovono la raccolta di ordini di acquisto presso il cliente finale.

La legge n. 173 del 17 agosto 2005 sulle vendite dirette a domicilio e sulla tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali riorganizza il rapporto di lavoro degli incaricati alle vendite dirette a domicilio e dispone il divieto di esercizio delle forme di vendita piramidale. In essa sono fornite le seguenti definizioni: Continua a leggere

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Irregolarità versamenti Enasarco

Irregolarità versamenti Enasarco
Per gli agenti di commercio il sistema pensionistico prevede l’assicurazione obbligatoria alla gestione pensionistica degli autonomi del commercio gestita dall’Inps e l’assicurazione, altrettanto obbligatoria, all’Enasarco (assicurazione integrativa).

Sovente mi capitano casi di omesso versamento della contribuzione Enasarco e/o di regolarizzazione in data successiva.

Ai sensi dell’art.7 della L.12/73, “Il preponente è responsabile del pagamento dei contributi anche per la parte a carico dell’agente” e ciò in conformità a quanto stabilito dall’art.8 del Regolamento Enasarco attualmente in vigore per il quale “l’obbligo di pagamento dei contributi … è a totale carico del preponente, il quale è esclusivo responsabile del pagamento anche per la parte a carico dell’agente”. Ciò significa che l’Ente di Previdenza Enasarco ha titolo per richiedere il pagamento integrale dei contributi al solo preponente, al quale è però riconosciuto “il diritto a trattenere la parte dei contributi a carico dell’agente e del rappresentante di commercio”. La Legge 12/73 precisa tuttavia che tale diritto riconosciuto al preponente “deve essere esercitato all’atto del pagamento delle somme a cui si riferiscono i contributi”. Continua a leggere

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Come vendere il tuo prodotto al giusto prezzo

Quante volte ti sei trovato di fronte ad un cliente che avanzava obiezioni sul prezzo proposto?

Quante volte ti sei sentito in dovere di abbassare il prezzo per vendere?

Quante vendite hai perso per non saper argomentare un prezzo equo?

Penserai “Sì, ma la nostra qualità è più alta” , è vero ma in tutti i mercati troverai sempre qualcuno che offrirà un servizio o prodotto con la stessa qualità ad un prezzo inferiore, o più facilmente che sarà disinteressato alla qualità proposta.

Allora come fare?

Dando per scontato che conosci bene quello che vendi e che ti sei esercitato sulla gestione delle obiezione , che è alla base di ogni negoziazione, la chiave è IL MESSAGGIO.

comunicazione non violenta

Nelle hit list dei prodotti più venduti non ci sono prodotti… ma MESSAGGI. Pensa ad Apple, Barilla, Nutella, Tim, ecc.

Più tecnicamente può essere definito come Format Comunicativo.

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Il collaboratore familiare

collaboratore familiareIl familiare che presta la sua attività di collaborazione lavorativa non porta ad individuare un rapporto di lavoro subordinato se e in quanto non sussiste l’assenza della prova di subordinazione e l’onerosità delle prestazioni rese.
Il Ministero del Lavoro ha affrontato la problematica dell’occasionalità della collaborazione indicando i parametri che sono utilizzabili per valutare l’occasionalità o l’abitualità  delle prestazioni dei familiari.
Sono considerati coadiuvanti e collaboratori i familiari che prestano l’attività nell’impresa in maniera abituale o continuativa, essendo soggetti agli obblighi assicurativi e contributivi. Continua a leggere

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Indennità di preavviso agenti di commercio

Indennità di preavviso agenti di commercio

In caso di risoluzione di un rapporto di agenzia a tempo indeterminato, la parte recedente dovrà darne comunicazione scritta all’altra parte con un preavviso, la cui misura è dettagliatamente indicata rispettivamente dall’art.9 dell’A.E.C. del settore Industria del 30.07.2014 e dall’art. 10 dell’A.E.C. del settore Commercio del 16.2.2009 e successive modifiche ed integrazioni.

Entrambe le disposizioni prevedono i medesimi termini di preavviso, vale a dire:

  1. A) Agente o Rappresentante operante in forma di plurimandatario:
  • 3 mesi per i primi tre anni di durata del rapporto;
  • 4 mesi nel quarto anno di durata del rapporto;
  • 5 mesi nel quinto anno di durata del rapporto;
  • 6 mesi di preavviso, dal sesto anno in poi.
  1. B) Agente o Rappresentante operante in forma di monomandatario:
  • 5 mesi per i primi 5 anni di durata del rapporto;
  • 6 mesi per gli anni dal sesto all’ottavo;
  • 8 mesi dal nono anno di durata del rapporto in poi.

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