Clausola risolutiva espressa

Secondo quanto disposto dall’art. 1456 c.c., nei contratti a prestazioni corrispettive, i contraenti possono espressamente convenire che il contratto si risolva nell’ipotesi in cui una determinata obbligazione non sia adempiuta.

La risoluzione viene in tal modo a determinarsi ipso iure nel momento in cui la parte interessata dichiara all’altra che intende appunto avvalersi di detta clausola.

Ergo, siamo in presenza di una clausola che rappresenta un valido strumento di autotutela per il contraente fedele alle contratte obbligazioni negoziali che non dovrà perciò accedere ad alcuna azione giudiziale per poter ottenere la risoluzione contrattuale qualora la controparte venga meno a determinati obblighi. E’ quindi attraverso la previsione di una clausola risolutiva espressa che il giudizio riguardo la gravità dell’inadempimento è in re ipsa; infatti, a fronte dell’inadempimento, l’altra parte può risolvere di diritto il contratto ex art. 1456 c.c.

Qualora la clausola risolutiva espressa venga inserita nel mandato di agenzia, Casa Mandante è esonerata dall’obbligo di provare l’importanza dell’inadempimento dell’altra parte ex art. 1455 c.c., essendo sufficiente la prova del semplice inadempimento.

La Corte di Cassazione ritiene che, diversamente da quanto stabilito in materia di lavoro subordinato, nel caso del rapporto di agenzia, vi è la possibilità di includere la clausola risolutiva espressa, posta che tale tipologia contrattuale comporta un’obbligazione di risultato e non di mezzi.

Conseguentemente, la Suprema Corte ritiene che, nel caso in cui i contraenti abbiano valutato preventivamente l’importanza di uno o più specifici adempimenti – da ciò facendone quindi discendere la risoluzione contrattuale senza alcun obbligo di preavviso – il giudice non ha la possibilità di compiere nessuna indagine sull’entità dell’inadempimento rispetto all’interesse dell’altra parte, dovendo soltanto accertare se lo stesso sia o meno imputabile al soggetto obbligato.

Tra l’altro, l’inserimento nel mandato di agenzia della clausola risolutiva espressa non è preclusa nemmeno nelle ipotesi in cui la stessa non sia prevista negli accordi collettivi degli agenti di commercio, alla luce del fatto che, né la legge né la disciplina contrattuale contengono norme incompatibili con il richiamato art. 1456 c.c.

Nulla ovviamente vieta che le parti rinuncino anche tacitamente, ad avvalersi della clausola risolutiva espressa.

Importante sottolineare che, nelle ipotesi di risoluzione contrattuale per intervento della clausola risolutiva espressa, all’agente non spettano, di norma, né l’indennità sostitutiva del preavviso, né l’indennità collegata alla risoluzione del rapporto, salvo diverso accordo tra le parti.

Gli attuali A.E.C. , così come i precedenti, non contengono alcun riferimento ad una eventuale clausola risolutiva espressa, per cui quest’ultima può ritenersi legittima soltanto nei limiti in cui, non si ponga in contrasto con eventuali previsioni in materia di accordi collettivi applicabili al rapporto.

Occorrerà, quindi, di volta in volta, valutare il corretto inserimento nonché la corretta applicazione all’interno del mandato di agenzia di tale clausola e verificare se vi siano le condizioni per richiedere eventuali indennità.

Avv. Maria Rosaria Pace

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La Figura del SubAgente

subagente

Per l’esecuzione del contratto l’agente può avvalersi di ausiliari. Una figura ampiamente diffusa è il subagente (agente dell’agente), figura contrattuale “atipica”che ha gli stessi obblighi contrattuali,  fiscali e previdenziali dell’Agente.

Il subagente è quindi un agente a tutti gli effetti e, come tale, soggetto alla disciplina di cui agli artt. 1742-1753 c.c., nonché alle previsioni degli AEC che disciplinano il rapporto di agenzia.

Dal punto di vista giuridico il rapporto di subagenzia si configura come subcontratto dove il preponente è un altro Agente e non Casa Mandante; l’incarico di subagenzia deve essere conferito Continua a leggere

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I migliori Smartphone per gli Agenti di commercio

Smartphone per agenti di commercio

Smartphone per agenti di commercio

Fin dagli anni immediatamente successivi all’inizio della crisi economica, gli introiti derivanti dall’attività lavorativa di “agente di commercio” erano considerati in forte calo. Da quel momento, sono stati attuati diversi provvedimenti atti a risollevare le vendite dal baratro imminente. I numerosi progressi compiuti dalle diverse aziende rappresentate dagli agenti di commercio in Italia, si sono aggiunti ai tentatavi di porre rimedio alle ingenti problematiche che attanagliavano da tempo l’intero settore, quali l’impegno, la serietà, la costanza e, in ultimo, l’innovazione tecnologica. Al fine di donare maggiore lustro a questa particolare tipologia di lavoro….. Continua a leggere

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ISF – lavoratore autonomo o subordinato?

ISF - lavoratore autonomo o subordinato?Spesso, nelle mie attività consulenziali, mi viene richiesto se l’informatore medico scientifico sia da configurarsi giuridicamente quale lavoratore autonomo o subordinato. Appare chiaro ed evidente che, al di là di un’attenta analisi dell’accordo negoziale sottoscritto tra le parti, solo una valutazione concreta della modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, possa consentire una risposta esauriente.

Il Tribunale di Milano, sez. Lavoro, con ordinanza del 28 dicembre 201 5, spiega che l’attività di informazione scientifica può essere svolta anche da un collaboratore autonomo. La disciplina dell’informatore scientifico del farmaco si trova all’interno del Dlgs 219/2006, noto anche come “Codice del Farmaco”. La normativa a riguardo non dice nulla per quanto concerne la tipologia di rapporto che dovrebbe legare l’ISF alla casa farmaceutica, limitandosi ad affermare, all’articolo 122, che: «l’attività degli informatori scientifici è svolta sulla base di un rapporto di lavoro instaurato con un’unica impresa farmaceutica». Questa insufficiente regolamentazione ha dato l’assist per lo sviluppo di diverse interpretazioni dell’attività di informazione scientifica. Continua a leggere

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RESTITUZIONE ACCONTI PROVVIGIONALI

Acconti provvigionaliSovente mi è capitato di dover affrontare il “problema” degli acconti provvigionali e della loro restituzione nel caso in cui siano corrisposte in eccesso. Di recente si sono occupate di tale tema sia la giurisprudenza di legittimità (Cassazione Civile Sezione lavoro 20/3/2015 n. 5715), sia la giurisprudenza di merito (Tribunale di Monza Sezione Lavoro 7/7/2015);

Il contenzioso che nasce tra agente e preponente, relativamente alla  restituzione degli anticipi sulle provvigioni, si verifica per lo più al momento della cessazione del rapporto di agenzia, in particolare nel caso in cui sia l’agente a recedere dal contratto.

Si verifica tale  questione, spesso, nel momento in cui Casa Mandante abbia  corrisposto all’agente  delle provvigioni in eccesso, rispetto a quelle effettivamente maturate da quest’ultimo oppure delle provvigioni in esubero rispetto ai crediti dell’agente, derivanti a qualsiasi titolo dal rapporto di agenzia. Continua a leggere

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Tutti i trucchi di WhatsApp

whatsapp
Grazie alle tecnologie esistenti nel secolo in cui viviamo, si ha la possibilità di entrare in contatto immediato con persone che possono persino trovarsi dall’altra parte del mondo.

Il tutto è reso possibile dai social network, che si sposano perfettamente con gli smartphone e altri strumenti tecnologici dotati di fotocamere e tastiere digitali, utilizzati quotidianamente anche dagli Agenti di Commercio.

Tra tutti i social network esistenti, uno in particolare viene utilizzato assiduamente per restare in contatto coi propri cari, ed è WhatsApp.

Nel 2016, è stato verificato che gli utenti mensilmente attivi su WhatsApp erano circa 1 miliardo, mentre ogni giorno venivano inviati 42 miliardi di messaggi; a distanza di un anno, è presumibile pensare che questi numeri siano decisamente cresciuti. Continua a leggere

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L’informatore farmaceutico – dati IMS

L’informatore farmaceuticoLa maggior parte degli informatori scientifici sul farmaco  lavora come dipendente delle aziende farmaceutiche con il contratto del settore chimico-farmaceutico, ma sia per la grande crisi occupazionale degli ultimi anni, “decisa” dalle imprese di settore, che ha costretto molti professionisti a rimettersi sul mercato in altre forme contrattuali, sia perché sono esistiti da sempre, vi sono gli informatori scientifici sul farmaco che lavorano come Agente di commercio“. Questi lavoratori possono lavorare per una sola azienda farmaceutica (monomandatari) o per più aziende farmaceutiche (plurimandatari). La possibilità che l’informatore scientifico sul farmaco possa lavorare come “plurimandatario” è prevista, anche se in modo indiretto, proprio dal Testo Unico sulla farmaceutica (D.Lgs 219/2006).

L’attività degli informatori scientifici è svolta sulla base di un rapporto di lavoro instaurato con un’unica impresa farmaceutica. Con decreto del Ministro della salute, su proposta dell’AIFA, possono essere previste, in ragione delle dimensioni e delle caratteristiche delle imprese, deroghe alle disposizioni previste dal precedente periodo.

La problematica è piuttosto complessa perché vi sono delle diatribe circa l’inquadramento di tale figura. Continua a leggere

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Patto di non concorrenza post contrattuale e relativa indennità

Patto di non concorrenzaIl patto di non concorrenza post contrattuale, inserito nel mandato di agenzia, è una norma regolata dall’art. 1751 bis. C.c. la quale prevede che l’Agente o rappresentante operante come persona fisica e/o giuridica avrà diritto ad una specifica indennità di natura “non provvigionale”, dopo la cessazione rapporto, e che gli vieterà di poter svolgere attività con aziende concorrenti.

Il patto che limita la concorrenza da parte dell’Agente dopo lo scioglimento del contratto deve farsi per iscritto. Esso deve riguardare la medesima zona, clientela e genere di beni o servizi per i quali era stato concluso il contratto di agenzia e la sua durata non può eccedere i due anni successivi all’estinzione del contratto.

In caso di dimissioni dell’Agente o rappresentante, non motivate da inadempimento del Preponente né da pensionamento di vecchiaia o di anzianità Inps né da grave inabilità, che non consenta più lo svolgimento dell’attività, la misura dell’indennità è ridotta al 70%, limitatamente al caso dell’agente plurimandatario e in relazione ad un mandato che non rappresenti più del 25% dei suoi introiti. Continua a leggere

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Indennità di incasso / indennità maneggio denaro

indennità incassoIn questo approfondimento esporrò le particolarità dell’attività di incasso e di come è indicata  nel settore Commercio e  Industria.

La normativa codicistica (art. 1744 c.c.) non autorizza l’Agente a riscuotere i crediti del Preponente ma ciò non toglie, tuttavia,  che lo specifico incarico non possa essere conferito.

Il problema principale è quello relativo al compenso da corrispondere all’Agente nel caso in cui, per effetto di un accordo negoziale pattuito tra entrambe le parti, egli incassi somme per conto della Casa Mandante o se effettui comunque tale attività di fatto, cioè in assenza di una specifica pattuizione contrattuale.

Un orientamento giurisprudenziale prevalente ha sancito che,  qualora l’esercizio di tale attività sia stata stabilita all’origine nell’accordo negoziale,  essa non dia luogo ad un rapporto autonomo che richieda un compenso separato ma si deve considerare compresa nelle provvigioni; qualora, invece, tale attività sia accessoria rispetto a quella principale essa richiede una propria remunerazione. Continua a leggere

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Monomandatario / Agente in esclusiva – differenze

Monomandatario / Agente in esclusiva – differenzeIn questo articolo, mi preme soffermarmi sulle differenze tra “monomandatario” e “agente in esclusiva”, argomento sul quale spesso vi è confusione anche nel mondo degli stessi agenti.

A sostegno di tale argomentazione prendiamo come riferimento la recente sentenza della Corte d’Appello di Brescia (n.60/2016) la quale ha ribadito la differenza sostanziale tra i due aspetti sopracitati.

Nella prassi vengono solitamente confusi i due concetti, essendo considerati sinonimi. Al fine di meglio comprendere la differenza tra le due figure è opportuno dare una definizione distinta: Continua a leggere

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