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Informatore scientifico del farmaco

L’informatore scientifico del farmaco

Chi è e quale la sua qualificazione giuridica

L’informatore scientifico del farmacoCommento a cura dell’Avvocato Maria Rosaria Pace

Sent. Tribunale di Marsala 24/02/2017 n. 131.

Sovente accade che l’informatore scientifico del Farmaco sia difficilmente qualificabile sotto il profilo giuridico in quanto negli ultimi anni si sta diffondendo la figura dell’Isf come agente di commercio ,diversamente dal passato ove vi era configurazione esclusiva di Isf come lavoratori dipendenti.
Una recente sentenza (Trib Marsala 24/02/2017) ha fugato ogni dubbio circa la collocazione dell’Isf nella sfera lavorativa dei lavoratori subordinati.

“La questione che appare pregiudiziale a qualunque altra agitata nel presente giudizio, ivi compresa quella di accertamento della ricorrenza degli indici della subordinazione, è quella relativa alla prospettata simulazione del contratto di agenzia; e ciò in quanto, secondo la prospettazione di parte ricorrente, la natura simulata di tale negozio comporterebbe ipso iure l’applicabilità della sanzione di cui all’art. 69 del D. Lgs. N. 276/2003 (trasformazione in un rapporto di lavoro subordinato sin dalla sua stipulazione); infatti, una volta accertata la simulazione del contratto di agenzia, e dunque la sua nullità, non potrebbe più operare la causa di esclusione dell’applicabilità della disciplina dei contratti di collaborazione coordinata e continuata di cui al citato decreto, prevista dall’art. 61, esclusione che esige la sussistenza di un valido contratto di agenzia.

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Le indennità in caso di scioglimento del rapporto per mutamento dei rapporti commerciali

 

Le indennità in caso di scioglimento del rapporto per mutamento dei rapporti commerciali

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 30 gennaio – 1° aprile 2014, n. 7567

Omissis …..
“L’agente di commercio può recedere per giusta causa per il caso in cui la preponente, in virtù del mutamento dei rapporti commerciali tra quest’ultima e una società terza, diminuisca drasticamente il suo portafoglio clienti, la zona di competenza e conseguentemente il fatturato sviluppatile (ad es. dimezzandolo)?”.

Il motivo è fondato.
La Corte territoriale, pur avendo riconosciuto che la riduzione dell’area commerciale, era stata causata da un mutamento del quadro commerciale ricollegabile ad un accordo intervenuto tra Nextiraone, Alcatel e Comtel e quindi pur avendo riconosciuto anche la giusta del recesso daparte dell’agente, il quale aveva il diritto di esclusiva nella zona costituita dalla province di Trento e Bolzano, ha tuttavia escluso l’inadempimento della società mandante, affermando che il fatto di un terzo aveva condizionato la scelta operativa delle parti. Continua a leggere

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PIGNORABILITÀ DELLE PROVVIGIONI DELL’AGENTE :QUALI SONO I LIMITI ?

Commento a cura dell’Avvocato Maria Rosaria Pace – www.avvocatopace.com

Sentenza Cassazione Civile, Sez. III, 18 Gennaio 2012, n. 685

In tema di espropriazione forzata presso terzi, le modifiche apportate dalle leggi n. 311 del 2004 ed 80 del 2005 (di conversione del D.L. n. 35 del 2005) al D.P.R. n. 180 del 1950 (approvazione del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche amministrazioni) hanno comportato la totale estensione al settore del lavoro privato delle disposizioni originariamente dettate per il lavoro pubblico. Ne consegue che i crediti derivanti dai rapporti di cui al n. 3 dell’art. 409 c.p.c. (nella specie, rapporto di agenzia) sono pignorabili nei limiti del quinto, previsto dall’art. 545 c.p.c.”.
Gli stipendi, i salari e le retribuzioni equivalenti, nonchè le pensioni, le indennità che tengono luogo di pensione e gli altri assegni di quiescenza corrisposti dallo stato e dagli altri enti, aziende ed imprese indicati nell’articolo 1, sono soggetti a sequestro ed a pignoramento nei seguenti limiti: 1)….;
2) fino alla concorrenza di un quinto valutato al netto di ritenute, per debiti verso lo stato e verso gli altri enti, aziende ed imprese da cui il debitore Continua a leggere

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Il diritto alle provvigioni indirette spettanti all’Agente

 

Il diritto alle provvigioni indirette spettanti all’agenteSentenza n. 9226 del 23.4.2014 della II Sezione della Corte Suprema di Cassazione.

L’esclusiva di zona è la condicio sine qua non affinchè l’agente di commercio maturi il diritto alle provvigioni indirette. È quanto stabilito dalla sentenza n. 9226 del 23.4.2014 della II Sezione della Corte Suprema di Cassazione. Il caso in oggetto riguardava la posizione di un agente di commercio che conveniva in giudizio la Preponente esponendo che negli ultimi giorni del mese di aprile dell’anno 1987 aveva avuto modo di riscontrare che nelle province di Parma, Reggio e Modena operava a sua insaputa un altro agente della ditta ;una volta rivoltosi alla sede della società preponente, “aveva dall’amministratore delegato ricevuto conferma di quanto informalmente appreso ed, al contempo, assicurazione che sarebbero state pagate le provvigioni anche per gli affari conclusi dal nuovo agente; che successivamente, Continua a leggere

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Indennità di cessazione del rapporto ex art 1751 c.c. – Quando spetta ?

Indennità di cessazione del rapporto

Tribunale Catania – Sez. Lavoro – Sentenza 4227 del 27.09.2011

Con tale sentenza ,il Giudice si è pronunciato in merito ai crediti derivanti dal rapporto di agenzia,con particolare riferimento all’indennità prevista dall’art 1751 c.c.
Con il d.Lgs. n.303/91, il legislatore italiano, dando attuazione alla direttiva CEE n.86/653, ha completamente riscritto l’art. 1751 c.c., stabilendo che tale l’indennità spetta “se ricorra almeno una dei seguenti requisiti:

– l’agente abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti;

– il pagamento di tale indennità sia equo, tenuto conto di tutte le circostanze del caso, in particolare delle provvigioni che l’agente perde e che risultano dagli affari con tali clienti”. Ha previsto, inoltre ,che l’indennità non spetti se il contratto si risolva per inadempienza imputabile all’agente talmente grave da impedire la prosecuzione seppur provvisoria del rapporto o nel caso in cui sia l’agente a formulare le dimissioni purché tale dimissioni non siano per fatti imputabili alla Casa Mandante o da circostanze attribuibili all’agente (quali età, infermità o malattia).
Il d.lgs. 15 febbraio 1999, n.65 ha modificato ulteriormente il testo della norma codicistica, prevedendo che il diritto all’indennità sorge non quando è presente una sola delle due condizioni sopra riportate (apporto di clientela o equità), bensì quando ricorrono ambedue. Continua a leggere

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Modifiche provvigionali, accettazione tacita

Modifiche provvigionali,accettazione tacitaUna recente sentenza della Corte d’Appello di Bologna (n. 1484/14) ci offre la possibilità di intraprendere il discorso legato alle modifiche provvigionali attuate, ad opera della Casa Mandante, in una misura diversa da quella espressamente e specificamente concordata nel mandato originario.

Tale prassi è spesso utilizzata dalle aziende mandanti, che si trovano nella necessità di variare la zona, la clientela o i prodotti assegnati all’agente alla sottoscrizione dell’accordo negoziale.

Le modifiche contrattuali dovrebbero avvenire d’accordo tra le parti; in particolare, ci si chiede se le variazioni provvigionali debbano essere contenute a pena di nullità Continua a leggere

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Indennità per le prestazioni accessorie

Indennità per le prestazioni accessorie

Cassazione Civile, sez. II, sentenza 30/01/2017 n° 2289

La sentenza enuncia un principio fondamentale in tema di rapporto d’agenzia, ossia il
diritto dell’agente al pagamento delle prestazioni accessorie effettuate a vantaggio della preponente.
Nel procedimento un agente, che aveva cessato il rapporto cessato, conveniva in giudizio
la Casa Mandante chiedendo la condanna al pagamento di provvigioni non corrisposte ,
dell’indennità di fine rapporto, del risarcimento del danno.
Il Tribunale riconosceva in parte le ragioni addotte dall’agente (escludendo però la
condanna della preponente al pagamento di compensi aggiuntivi per l’ attività di deposito
effettuata dall’agente solo per alcuni prodotti).
La Corte di Appello accoglieva parzialmente il gravame presentato, rilevando come
l’agente avesse effettivamente prestato attività accessorie rispetto a quelle previste
nell’accordo negoziale sottoscritto tra le parti ( appunto il deposito) e riconoscendo
pertanto all’agente una somma ulteriore per dette attività.
Contro tale decisione la Casa Mandante propone ricorso in Cassazione adducendo diverse
motivazioni. Continua a leggere

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La restituzione degli acconti provvigionali

restituzione acconto

Il tema della restituzione degli acconti provvigionali e’ molto dibattuto sia in dottrina sia in giurisprudenza in quanto ,sovente ,si verificano problematiche legate a tale questione, per la risoluzione delle quali è necessario ricorrere alle sentenze più importanti in materia e al parere autorevole di operatori del settore per una corretta interpretazione delle stesse. Suscita particolare interesse non solo la complessità degli acconti provvigionali erogati da parte della Casa Mandante con conguagli di carattere negativo,ma anche la circostanza che tale problematica sia molto presente per la figura degli agenti monomandatari: ciò va a determinare, inevitabilmente, una difficoltà da parte degli stessi, ad operare delle scelte “libere” circa la necessità e/o l’opportunità di proseguire il rapporto d’agenzia in quanto, tra le varie difficoltà presenti all’atto della cessazione del rapporto che si vanno a sviscerare, vale a dire, le indennità dovute ,provvigioni maturate e maturande, nonché altre questioni di carattere contrattuale, bisogna tener conto anche di tali acconti provvigionali, ossia del cosiddetto “debito” maturato nei confronti della Casa Mandante ; a riguardo occorre innanzitutto notare come sull’argomento siano intervenute sia la giurisprudenza di legittimità (Cassazione Civile Sezione lavoro 20/3/2015 n. 5715), sia la giurisprudenza di merito (Tribunale di Monza Sezione Lavoro 7/7/2015) essendo tale una questione spesso dibattuta. 
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SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO DI AGENZIA AD OPERA DI CASA MANDANTE E RISARCIMENTO DEL DANNO

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Commento a cura dell’ dell’Avvocato Maria Rosaria Pace
La Cass. Civ. con sentenza del. 7 febbraio 2017, n. 3251 si è pronunciata in merito allo scioglimento del contratto di agenzia ad opera del preponente e sul risarcimento del danno.
L’art. 1751 c.c., comma 4, stabilisce che la concessione all’agente dell’indennità di cessazione del rapporto non lo priva del “diritto all’eventuale risarcimento dei danni”; tale disposizione si riferisce ai danni ulteriori derivanti da fatto illecito contrattuale o extracontrattuale (a titolo esemplificativo e non esaustivo: l’illecito relativo al mancato/reiterato ritardo nel pagamento di provvigioni maturate, a fatti di denigrazione professionale, ad ingiuriosità del recesso ad opera del preponente, alla induzione dell’agente a spese di esecuzione del contratto prima della sua risoluzione) configurando,così,un’ipotesi di risarcimento differente rispetto a quello da fatto lecito per cessazione del rapporto contemplato dallo stesso art. 1751 c.c., comma 1, con il quale può, pertanto Continua a leggere

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Attenzioni ai termini di prescrizione e decadenza per la richiesta delle indennità di fine rapporto .

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TERMINE  DI PRESCRIZIONE DELLE INDENNITÀ DI FINE RAPPORTO

(Cassazione n. 9348 del 17.4.2013)e (Cassazione n. 17057 del 5.8.2011)

Di notevole importanza le sentenze della Cassazione in merito all’applicabilità o meno dei termini previsti per la richiesta delle indennità.
Quando il contratto si interrompe, mediante disdetta ordinaria o dimissioni per giusta causa, l’agente ha diritto alle indennità di fine rapporto.
Le indennità di fine rapporto sono:
le indennità previste dagli AeC ossia:
-FIRR
-Indennità suppletiva di clientela;
-Indennità meritocratica;
e l’indennità prevista ex art 1751 del codice civile.;
L’agente per richiedere le indennità di fine rapporto deve rispettare 2 termini: uno breve e uno lungo.
Il primo è quello di 1 anno dalla cessazione del rapporto. Entro cioè 1 anno da quando cessa effettivamente il rapporto l’agente dovrà fare richiesta scritta di pagamento delle indennità. Questo primo termine si chiama di “decadenza” ed è previsto espressamente dall’art. 1751 del codice civile.
Ci si chiede se tale termine valga Continua a leggere

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