Indennità di preavviso agenti di commercio

In caso di risoluzione di un rapporto di agenzia a tempo indeterminato, la parte recedente dovrà darne comunicazione scritta all’altra parte con un preavviso, la cui misura è dettagliatamente indicata rispettivamente dall’art.9 dell’A.E.C. del settore Industria del 30.07.2014 e dall’art. 10 dell’A.E.C. del settore Commercio del 16.2.2009 e successive modifiche ed integrazioni.

Entrambe le disposizioni prevedono i medesimi termini di preavviso, vale a dire:

  1. A) Agente o Rappresentante operante in forma di plurimandatario:
  • 3 mesi per i primi tre anni di durata del rapporto;
  • 4 mesi nel quarto anno di durata del rapporto;
  • 5 mesi nel quinto anno di durata del rapporto;
  • 6 mesi di preavviso, dal sesto anno in poi.
  1. B) Agente o Rappresentante operante in forma di monomandatario:
  • 5 mesi per i primi 5 anni di durata del rapporto;
  • 6 mesi per gli anni dal sesto all’ottavo;
  • 8 mesi dal nono anno di durata del rapporto in poi.

Aspetto rilevante che occorre sottolineare è quello della parità dell’obbligo di preavviso delle parti contraenti, pertanto, in caso di recesso da parte dell’agente la durata del preavviso sarà di 5 mesi ove si tratti di agenti operanti in forma di monomandatario  ovvero di  3 mesi, per agenti operanti in forma di plurimandatario.

Il recesso del contratto di agenzia è previsto e disciplinato dall’art. 1750 c.c. , che al terzo comma stabilisce che: “ Il termine di preavviso non può comunque essere inferiore ad un mese per il primo anno di durata del contratto, a due mesi per il secondo anno iniziato, a tre mesi per il terzo anno iniziato, a quattro mesi per il quarto anno, a cinque mesi per il quinto anno e a sei mesi per il sesto anno e per tutti gli anni successivi.

Inoltre, nella stessa norma, al comma 4,  si legge che: “ Le parti possono concordare termini di preavviso di maggiore durata, ma il preponente non può osservare un termine inferiore a quello posto a carico dell’agente.
Ove la parte recedente, in qualsiasi momento, intenda porre fine, con effetto immediato al rapporto, essa dovrà corrispondere all’altra parte, in sostituzione del preavviso, una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni di competenza dell’anno civile (1° gennaio – 31 dicembre) precedente quanti sono i mesi di preavviso dovuti.

In caso di esonero da una parte di preavviso la parte recedente corrisponderà all’altra una somma a titolo di risarcimento pari a tanti dodicesimi delle provvigioni di competenza dell’anno civile precedente (1° gennaio – 31 dicembre) quanti sono i mesi di preavviso non effettuati.

Si ricorda, inoltre, che i termini di preavviso decorrono dal momento in cui l’altra parte ne viene a conoscenza potendosi ben configurare sia la disdetta che le dimissioni come un atto unilaterale recettizio.

Mi permetto di sottolineare che, in caso di dimissioni volontarie da parte dell’agente, vale a dire senza imputare un grave inadempimento alla Casa Mandante,  si perde il diritto alle indennità di fine rapporto; pertanto, prima di procedere a rassegnare le proprie dimissioni, è quanto mai opportuno rivolgersi ad un leaale esperto in materia, il quale, dopo ave analizzato il rapporto negoziale in tutte le sue sfaccettature, potrebbe cogliere elementi tecnico giuridici grazie ai quali l’agente conserva il diritto alle indennità di fine rapporto, pur rassegnando le proprie dimissioni.

Avv.Maria Rosaria Pace

www.avvocatoagentidicommercio.com

 

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Richiesta indennità di fine rapporto – documentazione necessaria al fine di formulare richiesta

indennità fine rapportoIn seguito alla cessazione del rapporto di agenzia, l’Agente può, indipendentemente dai conteggi elaborati da Casa Mandante formulare richieste integrative e /o di natura supplementare.

A riguardo, è opportuno precisare, che l’onere probatorio (vale a dire la dimostrazione delle circostanze affermate e/o del fondamento tecnico – giuridico dei diritti rivendicati) è posto a carico dell’Agente, il quale, quindi, anche in una fase stragiudiziale, viene sollecitato da Casa Mandante a provare documentalmente la correttezza delle richieste formulate.

Nel corso dell’esperienza maturata in materia, ho avuto modo di rilevare come, il più delle volte, gli agenti, pur potendo rivendicare i propri diritti, non abbiano, durante il rapporto negoziale, avuto cura di conservare tutta la documentazione occorrente atta a dimostrare la bontà dei propri diritti. Continua a leggere

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Maturazione delle provvigioni – il diritto dell’Agente

Maturazione ProvvigioniIl contratto di agenzia, tradizionalmente considerato “contratto per la prestazione di servizi“, è stato di recente oggetto di interventi legislativi di derivazione comunitaria, che, modificando sensibilmente la disciplina dettata in materia dal codice civile (artt. 1742-1753), hanno ridisegnato rilevanti aspetti della figura contrattuale in esame.

Il principale diritto dell’ agente resta, ovviamente, quello relativo al compenso per l attività svolta, cioè il diritto alla provvigione. L’agente, infatti, coerentemente col carattere di autonomia che caratterizza il rapporto, non è remunerato con un salario, ma con una “provvigione” che può essere determinata a percentuale sull’importo lordo degli affari promossi oppure in base ad importo fisso su ogni affare .

Prima dei succitati interventi legislativi, l agente aveva diritto alla provvigione esclusivamente per gli affari che avevano avuto regolare esecuzione (art. 17481) e per gli affari che non avevano avuto esecuzione per causa imputabile al preponente (art. 1749). Se l’affare aveva avuto esecuzione parziale, la provvigione spettava all’agente in misura proporzionale alla parte eseguita (art.17481).
Giurisprudenza e dottrina, alla luce di tale normativa, avevano riconosciuto in capo all’agente il diritto alla provvigione non nel momento in cui risultava espletata l’attività di promozione del contratto, ma solo quando questo era stato accettato dalle parti e aveva avuto regolare esecuzione, ovvero, quando andava “a buon fine”. Continua a leggere

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Indennità Agenti in caso di dimissioni per malattia

dimissioniCredo sia opportuno trattare una delle vicende che caratterizzano il rapporto di agenzia, vale a dire l’ipotesi di malattia e/o infortunio da parte dell’agente, che il più delle volte si trova impreparato a gestire tali situazioni, commettendo errori che spesso possono arrecare notevole pregiudizio economico.

L’art. 1256 c.c. “L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa  impossibile .

Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo nell’adempimento. Tuttavia l’obbligazione si estingue se l’impossibilità perdura fino a quando, in relazione al titolo dell’obbligazione o alla natura dell’oggetto, il debitore non può più essere ritenuto obbligato a eseguire la prestazione  ovvero il creditore non ha più interesse a conseguirla “.

Inoltre, l’art. 2110 c.c., stabilisce che “In caso di infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio […] è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o un’indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dagli usi o secondo equità”. Continua a leggere

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La figura del Subagente – aspetti contrattuali

subagente

Per l’esecuzione del contratto l’agente può avvalersi di ausiliari. Una figura ampiamente diffusa  è il subagente (agente dell’agente), figura contrattuale “atipica”che ha gli stessi obblighi contrattuali,  fiscali e previdenziali dell’Agente.

Il subagente  è quindi un agente a tutti gli effetti e, come tale,  soggetto alla disciplina di cui agli artt. 1742-1753 c.c., nonché alle previsioni degli AEC che disciplinano il rapporto di agenzia.

Dal punto di vista giuridico il rapporto di subagenzia si configura come subcontratto dove il preponente è un altro Agente e non Casa Mandante; l’incarico di subagenzia deve essere conferito tramite una lettera di nomina contenente tutte le condizioni operative. Le parti possono liberamente pattuire vari aspetti del rapporto, tra i quali la possibilità, da parte del subagente, di ritagliare la propria zona di azione all’interno di quella dell’Agente. La stipulazione del contratto da parte dell’ Agente con il subagente non richiede l’ autorizzazione del preponente, dal momento che, tra i due,  non vi è alcun rapporto contrattuale diretto. Tuttavia, nei contratti di Agenzia possono essere previste clausole che pongono il divieto alla nomina di subagenti o che subordinano tale nomina al consenso o al gradimento del preponente. Continua a leggere

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Fallimento della Preponente

Fallimento impresa preponenteL’art. 2751 bis del c.c. afferma testualmente che: “hanno privilegio generale sui mobili i crediti riguardanti….3)le provvigioni derivanti dal rapporto di agenzia dovute per l’ultimo anno di prestazione e tutte le indennità dovute per la cessazione del rapporto medesimo”.

Per far valere i suoi diritti, l’agente è obbligato a presentare la domanda di insinuazione al passivo del fallimento nella quale deve esplicitamente richiedere il riconoscimento delle proprie ragioni in via privilegiata.

Secondo l’art. 93 della legge fallimentare, la domanda di ammissione al passivo va proposta mediante ricorso, che può essere sottoscritto anche personalmente dal creditore. Nella richiesta deve essere esposta “l’eventuale indicazione di un titolo di prelazione

L’omissione dell’indicazione comporta la qualificazione del credito come chirografario (quindi non privilegiato) “con ciò escludendosi normativamente qualsiasi possibilità di sanatoria o di integrazione della domanda”.
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Mancata accettazione degli ordini da parte del Preponente – diritto alla provvigione –

Provvigioni

Accade sempre più frequentemente che nel corso del rapporto di agenzia l’attività prestata dall’Agente venga di fatto vanificata dalla volontà della Preponente di non dar seguito agli ordini regolarmente trasmessi, non riconoscendo al contempo alcun diritto alla provvigione.

L’obbligazione principale dell’Agente è quella di promuovere gli affari per conto della casa mandante, ex art. 1742 c.c. ; in pratica, tale obbligo si concretizza nella raccolta e trasmissione degli ordini della clientela al Preponente .

La provvigione è dovuta dal Preponente solo a conclusione dell’affare, cioè quando il Preponente dà seguito alla proposta contrattuale con l’accettazione formale dello stesso.

La mancata accettazione dell’ordine, quindi, comporta l’assenza di remunerazione per l’Agente.

Quindi, all’obbligo dell’Agente di procurare ordini corrisponde un obbligo del Preponente ad accettarli incondizionatamente? Continua a leggere

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Nuove regole per ritardato pagamento delle provvigioni all’Agente

ritardato pagamento provvigioni

Il D.Lgs. 9/11/2012 n. 192 ha disciplinato le penalità nei ritardi di pagamenti relativi a transazioni commerciali, compresi i rapporti di agenzia e rappresentanza di commercio.

Il creditore ha diritto al percepimento degli interessi di mora sull’importo dovuto salvo che il debitore dimostri che il ritardo di pagamento è dovuto a causa a lui non imputabile.

Il pagamento delle provvigioni, nel rapporto di agenzia è disciplinato sia dagli A.E.C. di categoria, sia dal Codice Civile, che, nell’art. 1749, stabilisce che: “Il preponente consegna all’agente un estratto conto delle provvigioni dovute al più tardi l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre nel corso del quale esse sono maturate. L’estratto conto indica gli elementi essenziali in base ai quali è stato effettuato il calcolo delle provvigioni. Entro il medesimo termine le provvigioni liquidate devono essere effettivamente pagate all’agente.”
In sostanza, l’articolo del Codice Civile afferma che i termini massimi entro i quali le aziende devono inviare i conteggi delle provvigioni, ed effettuare il pagamento, sono: Continua a leggere

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10 consigli per aumentare la tua Autostima

“Puoi avere tutte le capacità e le conoscenze del mondo, ma non ti serviranno a nulla se non hai fiducia in te stesso.”

Ecco di seguito i principali atteggiamenti e comportamenti che stanno lentamente ma inesorabilmente uccidendo la tua autostima e la tua fiducia in te stesso. 
Inizia a prenderne consapevolezza e a cambiare rotta.

autostima-differentmag

1. Cerchi sempre l’approvazione delle persone intorno a te. 

Coloro che hanno fiducia in se stessi non hanno alcun interesse a compiacere ogni persona che incontrano. Costoro sono consapevoli del fatto che non tutte le persone sono d’accordo su ogni cosa, e in fondo è così che funziona la vita. Si concentrano sulla qualità delle loro relazioni, invece che sulla quantità. 

Quindi non lasciare mai che le opinioni altrui definiscano chi sei, cosa puoi o non puoi fare.  Continua a leggere

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Tecniche di PNL per vendere meglio

pnlLe tecniche di vendita definiscono i comportamenti che il venditore deve assumere per attrarre l’interesse dell’acquirente.

Dopo il primo approccio con il potenziale acquirente, il venditore spera di concludere un contratto, ma non sempre ci riesce.
Esistono delle tecniche di vendita che consentono delle maggiori percentuali di successo negli affari e che pertanto mirano alla conclusione dei contratti.

Queste tecniche non ottengono successo costantemente, in quanto alcune insegnano ad incontrare una notevole quantità di gente per sperare di concludere almeno il 10% dei contratti, altre selezionano i potenziali clienti sulla base dell’interesse reale al prodotto.
Entrambe falliscono in alcuni punti essenziali, portando in conto alcuni errori nell’approccio con i clienti.

Pensare di concludere numerosi affari sulla base della quantità di gente incontrata. Sbagliato! 

Bisogna dapprima selezionare la clientela per ridurre le fonti di stress e, in secondo luogo, utilizzare diversi metodi per catturare l’interesse. E’ facile dedurre l’errore compiuto da alcune aziende nel programmare corsi di formazione per venditori, insegnando un unico metodo di vendita che diventa uno standard in alcuni casi fallimentare. Continua a leggere

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